Dopo lunghi ed estenuanti preparativi arriva il fatidico giorno in cui si corona il proprio sogno d’amore, il giorno del matrimonio in cui si realizzano tutti i desideri di una coppia innamorata.
La cerimonia tradizionale prevede il rito in chiesa, dove il parroco pronuncia un apposito rito riferito a promesse e a gesti che si confondo nella consuetudine degli atti.
La prassi, infatti, ammette che dinanzi al sacerdote ci siano gli sposi, accompagnati ai lati dai testimoni o dai compari di nozze. Il rito previsto è valido anche ai fini giuridici, anche se c’è bisogno di un secondo rito civile per ufficializzare il legame agli occhi della legge.
Il matrimonio giustifica ciò che viene disposto con l’articolo 16, inserito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che afferma che l’uomo e la donna hanno la possibilità di contrarre matrimonio, e che all’interno di esso vantano eguali diritti e doveri, validi anche nel caso di scioglimento del suddetto.
Il matrimonio è tale definito anche all’interno della nostra Costituzione, dove acquista validità solo previo libero e pieno consenso dei futuri coniugi: purtroppo ciò è valido solo per le coppie eterosessuali, in quanto in Italia non è ancora stata redatta una legge che riconosca giuridicamente i legami sorgenti tra coppie omosessuali o altre unioni pressoché simili al matrimonio, come ad esempio la convivenza.